Migliorare? Crescere? Cambiare? Trasformarsi?

Ultimamente mi sono confrontato spesso con il cercare di dare una definizione sintetica per l’Integrazione Strutturale. Di cosa si tratta? Cosa fa?

Da un punto di vista marketing sarebbe così facile riuscire a trovare due o tre parole di facile comprensione. Bello trovare un’affermazione semplice e diretta. Qualcosa che risuoni e resti dentro di noi.

Ci sono alcune cose che possono essere dette a questo proposito:

  • L’Integrazione Strutturale riprocessa il corpo intero
  • L’Integrazione Strutturale un viaggio nei segreti che sono nascosti nel nostro corpo
  • L’Integrazione Strutturale è un reset del nostro corpo
  • L’Integrazione Strutturale è una iniziazione
  • L’Integrazione Strutturale è come fare le pulizie di primavera
  • L’Integrazione Strutturale elimina quelle cose che si sono stratificate nel nostro organismo e che non servono più – qui troppe troppe parole già –
  • L’Integrazione Strutturale ti prepara ad un nuovo inizio
  • L’Integrazione Strutturale è conoscersi profondamente

Ognuna di queste cose è per me vera. Nessuna di queste cose racchiude l’Integrazione Strutturale.

Più in generale cosa succede in un percorso di crescita, evoluzione, cambiamento, trasformazione? Si tratta di diventare migliori o crescere o trasformarsi?

E se semplicemente il punto fosse diventare se stessi? Diventare proprio quello che siamo. Liberarci di tutte le costrizioni, vincoli, limitazioni che ci impediscono di essere quello che si è.

Questo è il percorso di una vita intera.

L’Integrazione Strutturale parte dal corpo e cerca di restituirlo al suo disegno originale.

Questo processo di “restituzione” non è lineare ma circolare. Questo processo influenza tutto in noi e non solo il nostro corpo perché niente di quello che siamo potrebbe esistere in questa terra senza il nostro corpo. Nemmeno la nostra vita spirituale.

L’Integrazione Strutturale parte dal corpo e lo ristruttura seguendo un percorso di 10 sessioni. Lo scopo è quello di bilanciare il sopra con il sotto, la destra con la sinistra, il davanti con il dietro, dentro con il fuori. Un corpo allineato sull’asse verticale. Una tensione omogenea in tutti i punti.

Il punto d’ingresso della Integrazione Strutturale nel nostro essere è il corpo. Il corpo nella gravità è l’oggetto principale di azione della Integrazione Strutturale e sfruttando la plasticità del tessuto fasciale se ne modifica la struttura e conseguentemente l’efficienza delle funzioni e si ottiene la sua integrazione. Il corpo è uno, non frammentato, scisso, irrigidito. Un movimento in una parte qualsiasi fluttua in qualsiasi altra parte del corpo.

Incidentalmente un effetto collaterale di corpo integrato spesso è un corpo privo di dolori, flessibile, in grado di muoversi veramente nello spazio e che accoglie la gravità nutrendosene.

“Sì, ma io ho solo male al ginocchio” Certo, ciascuno inizia il percorso a suo modo:

  • per dolori cronici,
  • per problemi di postura,
  • per migliorare la flessibilità,
  • per fare una esperienza corporea diversa.

Alla fine tutti faranno un percorso che comprende tutti gli altri aspetti. Ciascuno si potrà concentrare sugli aspetti che lo interessano di più e potrà mantenere sullo sfondo gli altri. Comunque saranno tutti a sua disposizione.

Semplice?

Quale è il progetto originale del nostro corpo? Cosa ci impedisce di essere come siamo progettati originariamente?